ADHD

ADHD: CONOSCERE LE CARATTERISTICHE DEL DISTURBO E LE STATEGIE EDUCATIVE PIÙ OPPORTUNE DA APPLI,CARE A SCUOLA E IN TERAPIA PER POTENZIARE I PROCESSI COGNITIVI E L'AUTOREGOLAZIONE

COSE’E L’AUTOREGOLAZIONE
- Che cos’è l’ADHD?
- Che cosa significa avere difficoltà di autoregolazione?
- L’ADHD è un disturbo dell’autocontrollo?
- Qual è la differenza tra ADHD, disattenzione e iperattività?
- L’ADHD è legato alle funzioni esecutive?
- Quali sono i sintomi dell’ADHD nei bambini?
- Come si manifesta l’ADHD nella scuola primaria?
- Quali sono i campanelli d’allarme dell’ADHD in età prescolare?
- Un bambino che si muove sempre può avere ADHD?
- Quando la disattenzione è un segnale di ADHD?
- Un bambino impulsivo o oppositivo ha ADHD?
- L’ADHD può causare crisi di rabbia e sbalzi d’umore?
- A che età si può diagnosticare l’ADHD?
- L’ADHD si può riconoscere prima dei 6 anni?
- Quali criteri servono per diagnosticare l’ADHD?
- Quanto devono durare i sintomi per parlare di ADHD?
- L’ADHD deve comparire in più ambienti, come casa e scuola?
- Come viene fatta la diagnosi di ADHD nei bambini?
- Quali test si usano per valutare l’ADHD? 
- Come aiutare un bambino con ADHD a scuola?
- Come gestire un alunno con ADHD in classe?
- Cosa non bisogna fare con un bambino con ADHD?
- Come far stare attento un bambino con ADHD?
- Come ridurre distrazioni e iperattività a scuola?
- Come dare istruzioni a un bambino con ADHD?
- Come organizzare compiti e routine per un bambino con ADHD?
- Quali strategie educative funzionano con l’ADHD?
- Come migliorare l’autoregolazione in un bambino con ADHD?
- Come aiutare un bambino con ADHD a pianificare e organizzarsi?
- Come migliorare memoria di lavoro e attenzione nell’ADHD?
- Come rinforzare i comportamenti positivi nell’ADHD?
- Quali attività aiutano un bambino con ADHD a concentrarsi?
- Come aiutare un bambino con ADHD a fare i compiti?
- Qual è il metodo di studio migliore per chi ha ADHD?
- Quali sono le cause dell’ADHD nei bambini?
- L’ADHD è genetico?
- L’ADHD dipende dall’educazione?
- L’iperattività da piccoli significa per forza ADHD?
- Quali fattori ambientali aumentano il rischio di ADHD? 
- Che cos’è l’ADHD?
- Quali sono i sintomi dell’ADHD nei bambini?
- Come si riconosce l’ADHD in età prescolare?
- Come si fa la diagnosi di ADHD?
- Come aiutare un bambino con ADHD a scuola?
- Quali strategie educative sono utili con l’ADHD?
- Come migliorare l’autoregolazione in un bambino con ADHD?
- Cosa non fare con un bambino con ADHD? 
FUNZIONI ESECUTIVE COMPROMESSE NELL’ADHD
Descriviamo brevemente le principali Funzioni Esecutive che risultano deficitarie o immature in tale disordine, e che compromettono significativamente la capacità del bambino di funzionare autonomamente nel lavoro, a casa, nei rapporti con gli altri. Il bambino ADHD manifesta deficienze a carico del controllo inibitorio, sia cognitivo che comportamentale. In particolare presenta:
-difficoltà nella flessibilità cognitiva (è rigido nel pensiero e nel comportamento, non si adatta facilmente ai cambiamenti di persone o ambienti, commette sempre gli stessi errori e non cerca soluzioni alternative adottando un atteggiamento perseverativo, non sa descrivere in modi differenti un racconto o risolvere un compito in maniera diversa dal solito)
-difficoltà nella pianificazione (fa fatica a stabilire piani e obiettivi, a eseguire giochi o attività che richiedono passaggi sequenziali o li esegue in maniera caotica e disordinata, non riesce ad avviare programmi d’azione, a descrivere i passi necessari per fare un compito o a svolgere routine quotidiane, a correggere eventuali piani e monitorare progressi)
-difficoltà nella memoria di lavoro o memoria d’ordine sequenziale (dimentica a casa i libri per scuola o quello che ha fatto il giorno prima, perde i suoi giochi, non ricorda le regole di un gioco o gli avvenimenti di una storia, di un cartone e fa fatica a raccontarli in maniera logica e sequenziale, non ricorda i vari passaggi per eseguire correttamente una procedura, si perde se gli vengono date due o più consegne in sequenza)
-difficoltà nel mantenimento dell’attenzione sostenuta e selettiva (il b.no non riesce a ignorare i rumori presenti nell’ambiente, a spostare il focus attentivo quando serve, a focalizzarsi solo sugli stimoli rilevanti senza farsi attrarre dai distrattori, a sostenere l’attenzione o vigilanza su un compito per un certo lasso di tempo, soprattutto se si tratta di un compito noioso o ripetitivo, passa da un’attività all’altra senza mai terminarne alcuna, compiendo errori di precipitazione e distrazione, ha spesso la testa fra le nuvole, evita compiti troppo faticosi o impegnativi e che richiedono un certo sforzo attentivo, è trascurato e approssimativo nelle attività che svolge, manifesta una scarsa abilità nella discriminazione dei particolari e una lenta o discontinua focalizzazione del globale)
-difficoltà nelle abilità motorie e nel controllo degli impulsi (il b.no, pur muovendosi continuamente, è poco accurato, grossolano, caotico e goffo nei movimenti, presenta un equilibrio instabile, è lento nell’incipit dell’agire – è sempre in ritardo rispetto agli altri, mette in atto un comportamento ipercinetico a causa di un rallentamento nei processi di autoregolazione e di frenaggio e nell’avvio di azioni correttive – si alza spesso dalla sedia durante i pasti o lo svolgimento dei compiti scolastici, si arrampica sui mobili, agita mani e piedi anche quando è seduto o impegnato in un gioco, può diventare oppositivo, è irrequieto, precipitoso e impulsivo a livello di comportamento-pensiero-emozioni, vuole tutto e subito, parla continuamente o interrompe gli altri mentre dialogano, dice la prima cosa che gli viene in mente di fronte a una domanda, passa da un’idea o da un discorso all’altro senza seguire nessun nesso logico, mostra difficoltà nei tempi di attesa, nel rispetto delle regole e della turnazione, manifesta reazioni emotive eccessive e forti sbalzi d’umore – un attimo è calmo, poi diventa irritato senza motivo, scarsa tolleranza alla frustrazione, non è in grado di imparare dai propri errori e ripete sempre le stesse azioni anche se in passato sono state punite. Questo comportamento non è dovuto ad una cattiva conoscenza di ciò che è giusto o sbagliato, né alla volontà di comportarsi male, piuttosto ad una incapacità di controllare le proprie azioni).
Tali problematiche andranno ad incidere negativamente sulle abilità relazionali e sullo sviluppo emotivo del bambino, il quale finirà per essere deriso, bullizzato o emarginato (escluso dai coetanei a causa dei suoi comportamenti disturbanti) e per manifestare una bassa autostima e una scarsa fiducia nelle proprie potenzialità. Queste difficoltà non sono volontarie o intenzionali bensì il bambino non è in grado di autocontrollarsi, di bloccare o frenare tutti i comportamenti problematici che presenta, probabilmente anche a causa di ritardi o disfunzioni in quelle aree cerebrali – corticali e sottocorticali – implicate nel controllo e nella modulazione del comportamento e delle emozioni. Atteggiamenti educativi sbagliati non sono la causa di tale disordine ma possono sicuramente peggiorare la situazione.
L’età media di insorgenza di tale disturbo è tra i 3 e i 4 anni: secondo l’ICD-10 si manifesta con maggiore frequenza nei maschi rispetto che nelle femmine con un rapporto di circa 4:1, poiché queste ultime presentano un maggior numero di fattori di protezione biologica e quindi avrebbero un minor rischio di sviluppare il disturbo, essendo più resistenti.
SINTOMI DELL’ADHD SECONDO IL DSM V
Secondo il DSM V, per fare diagnosi di ADHD, devono essere soddisfatti i seguenti criteri e rilevare la presenza dei seguenti sintomi:
*devono essere presenti sei o più dei 9 sintomi della categoria disattenzione (adhd tipo disattento), sei o più dei 9 sintomi della categoria iperattività e impulsività (adhd tipo iperattivo-impulsivo). Se il soggetto soddisfa i criteri di entrambe le categorie la diagnosi sarà adhd sottotipo combinato;
Sintomi attentivi
· Non riesce a prestare attenzione ai particolari o commette errori di distrazione nei compiti scolastici, sul lavoro, o in altre attività
· Ha difficoltà a mantenere l’attenzione sui compiti o sulle attività di gioco
· Non sembra ascoltare quando gli si parla direttamente
· Non segue le istruzioni e non porta a termine i compiti scolastici
· Ha difficoltà ad organizzarsi nei compiti e nelle attività
· Evita, prova avversione, o è riluttante ad impegnarsi in compiti che richiedono sforzo mentale protratto (come compiti a scuola o a casa)
· Perde gli oggetti necessari per i compiti o le attività (per es., giocattoli, compiti di scuola, matite, libri, o strumenti)
· È facilmente distratto da stimoli estranei
· È sbadato nelle attività quotidiane.
Sintomi da iperattività
· Muove con irrequietezza mani o piedi o si dimena sulla sedia
· Lascia il proprio posto a sedere in classe o in altre situazioni in cui ci si aspetta che resti seduto
· Scorrazza e salta dovunque in modo eccessivo in situazioni in cui ciò è fuori luogo
· Ha difficoltà a giocare o a dedicarsi a divertimenti in modo tranquillo
· È spesso “sotto pressione” o agisce come se fosse “motorizzato”
· Parla troppo.
Sintomi di impulsività
· Spesso “spara” le risposte prima che le domande siano state completate
· Ha difficoltà ad attendere il proprio turno
· Spesso interrompe gli altri o è invadente nei loro confronti (per es., si intromette nelle conversazioni o nei giochi).
*i sintomi devono manifestarsi per un periodo minimo di 6 mesi e in almeno due contesti di vita (ad esempio casa, scuola, sport) e non sono spiegabili in base a qualche evento significativo accaduto nella vita del bambino o da altri disordini mentali (disturbo dell’umore, disturbo d’ansia, disturbo dissociativo, disturbo di personalità, ecc.)
*i sintomi devono presentarsi prima dei 12 anni d’età e compromettere il funzionamento quotidiano, il rendimento scolastico oltre che la sfera sociale e relazionale.
Possiamo distinguere:
-adhd tipo iperattivo, ovvero il bambino che manifesta il disturbo soprattutto a livello del comportamento, è irrequieto, si muove in continuazione, tocca tutto ciò che vede, non riesce ad aspettare, parla in continuazione;
-adhd tipo disattento, il bambino che dal punto di vista motorio appare più autocontrollato ma non è in grado di rimanere concentrato su un compito, sembra perso dietro i propri pensieri;
-adhd tipo combinato, il bambino che presenta difficoltà sia di irrequietezza motoria che di disattenzione.
Tra le cause di tale disordine includiamo fattori genetici, che portano ad una maggiore predisposizione e fattori ambientali (prenatali: stress, fumo, alcol, assunzione di droghe da parte della madre o postnatali: intossicazioni da metalli, ricovero in orfanotrofio, ecc.). In media la diagnosi di ADHD viene fatta intorno agli 8-9 anni attraverso la raccolta di più elementi clinici quali anamnesi iniziale, osservazione qualitativa funzionale delle varie aree di sviluppo neuropsicomotorie e del comportamento del bambino, osservazione neuropsicologica quantitativa attraverso test standardizzati, colloqui informativi/conoscitivi con familiari, insegnanti e bambino, esame medico generale.
INDICATORI PER LA DIAGNOSI FUNZIONALE PRECOCE DELL’ADHD
* tra 0-18 mesi – pianto inconsolabile, facile irritabilità, bassa tolleranza alla frustrazione, ipertonia (a livello degli arti superiori o inferiori), eccessiva reattività alle stimolazioni, alterazioni del sonno e problemi nell’alimentazione, disordinata discriminazione di persone e oggetti;
* tra i 12 e i 36 mesi – ipercinesia e ipermotricità (continuo movimento), coordinazione senso-motoria instabile, eccitabilità e irritabilità, scarso controllo dei bisogni fisiologici, eccessiva reattività alle stimolazioni (visive/uditive), forte eccitazione di fronte alle novità, stati ansiosi, sonno irregolare, tendenza continua a saltare-arrampicarsi e a condotte invadenti, scarsa tolleranza a pause e intervalli, scarso adattamento a turni e regole e insufficiente controllo delle reazioni.
Tuttavia tra la nascita e i 6/7 anni la diagnosi di ADHD può essere solo un’ipotesi provvisoria, dal momento che molti bambini che manifestano iperattività nei primi anni di vita non necessariamente sviluppano poi un disturbo di attenzione.
Tnpee Francesca Tabellione
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