News

Vista

"Mio figlio non ascolta mai": perché continuare a ripetere le stesse cose non risolve il problema articoli a cura della Dott.ssa Francesca Tabellione – Neuropsicomotricista dell'Età Evolutiva

da Schede Operative

"Mio figlio non ascolta mai": perché continuare a ripetere le stesse cose non risolve il problema articoli a cura della Dott.ssa Francesca Tabellione – Neuropsicomotricista dell'Età Evolutiva

Il comportamento del bambino viene presentato come espressione del neurosviluppo più che come scelta volontaria. L'enfasi è posta sulla comprensione delle difficoltà di autoregolazione e sull'uso di strategie educative mirate, con una conclusione che introduce la promozione di un manuale pratico.

Per saperne di più

*Che cos'è il Metodo EF – Evoluzione Funzionale?*

da Schede Operative

*Che cos'è il Metodo EF – Evoluzione Funzionale?*

Il *Metodo EF – Evoluzione Funzionale* è un approccio neuropsicomotorio sviluppato dalle Dott.sse *Francesca Tabellione ed Erika D'Antonio*, nato dall'esperienza clinica maturata nel lavoro quotidiano con bambini dell'età evolutiva e dall'integrazione delle conoscenze provenienti dalla neuropsicomotricità, dalle neuroscienze dello sviluppo e dalla neuropsicologia. Il metodo si fonda sul *principio prassico-motorio*, secondo cui il movimento rappresenta uno dei principali strumenti attraverso cui il bambino costruisce competenze cognitive, motorie, relazionali e adattive. Le esperienze motorie intenzionali e organizzate favoriscono infatti l'integrazione tra percezione, azione e cognizione, sostenendo lo sviluppo di abilità indispensabili per gli apprendimenti e per la vita quotidiana. Il *Metodo EF* pone al centro il potenziamento delle *funzioni esecutive*, considerate tra i principali predittori del funzionamento adattivo e del successo negli apprendimenti.  Attraverso attività strutturate e progressivamente più complesse, il bambino viene accompagnato nello sviluppo di competenze quali *attenzione sostenuta e selettiva, memoria di lavoro, pianificazione, flessibilità cognitiva, controllo inibitorio, monitoraggio dell'azione e problem solving*, promuovendo al tempo stesso l'autoregolazione emotiva e comportamentale. Parallelamente, il metodo interviene sulle principali *aree neuropsicomotorie*, favorendo lo sviluppo delle competenze prassiche, della coordinazione motoria globale e fine, dello schema corporeo e del processo di lateralizzazione, dell'equilibrio, dell'organizzazione spazio-temporale, delle abilità percettive, dell'integrazione sensoriale e delle autonomie funzionali. L'obiettivo è sviluppare competenze trasferibili nei diversi contesti di vita del bambino: scuola, famiglia, gioco e relazioni sociali. Ciò che caratterizza il Metodo EF è la sua impostazione *funzionale*: ogni attività viene progettata non come un esercizio fine a sé stesso, ma come uno strumento per migliorare il funzionamento globale del bambino, favorendo la generalizzazione delle competenze nella quotidianità. Il metodo propone *protocolli operativi, attività pratiche e strategie cliniche* immediatamente applicabili, rivolgendosi a *TNPEE, logopedisti, psicologi, terapisti occupazionali, educatori, insegnanti e genitori*, con l'obiettivo di creare un linguaggio comune e un intervento condiviso tra tutti gli adulti che accompagnano il percorso evolutivo del bambino. Per il *Metodo EF*, il movimento non rappresenta soltanto un'espressione motoria, ma costituisce uno strumento attraverso cui il bambino organizza il proprio comportamento, sviluppa le funzioni esecutive, costruisce nuove competenze e acquisisce maggiore autonomia. È da questa visione che nasce il concetto di *Evoluzione Funzionale*: accompagnare ogni bambino nello sviluppo del proprio potenziale attraverso interventi mirati, concreti e centrati sul funzionamento nella vita reale.

Per saperne di più

BONUS

da Schede Operative

BONUS

🎁 Checklist delle competenze 24-36 mesi Le principali competenze neuropsicomotorie da osservare Nome del bambino: ___________________                          Età: ___________________                        Data: ___________________ MOTRICITÀ GLOBALE Cammina con sicurezza Corre senza cadere frequentemente Sale e scende piccoli gradini con aiuto o alternando progressivamente i piedi Salta con entrambi i piedi Cammina all'indietro per qualche passo Cammina su una linea o su un percorso semplice Lancia una palla verso un adulto Calcia una palla Si accovaccia e si rialza senza perdere l'equilibrio MOTRICITÀ FINE Impila almeno 6-8 cubi Inserisce oggetti in contenitori Infila anelli o grandi perline Sfoglia le pagine di un libro Costruisce semplici torri Usa il cucchiaio in autonomia Beve dal bicchiere con poca assistenza Inizia a svitare e avvitare contenitori COORDINAZIONE OCULO-MANUALE Inserisce forme negli incastri Completa puzzle semplici Trasporta oggetti senza farli cadere Riempie e svuota contenitori Traccia scarabocchi sempre più controllati ATTENZIONE Rimane impegnato in un'attività per alcuni minuti Porta a termine piccoli giochi Ascolta una breve storia Segue semplici indicazioni Mantiene l'attenzione durante un gioco con l'adulto COMPRENSIONE E LINGUAGGIO Comprende semplici consegne Indica oggetti nominati Formula frasi di due o più parole Nomina persone e oggetti familiari Risponde a semplici domande AUTONOMIA Mangia quasi completamente da solo Lava le mani con aiuto Collabora nel vestirsi Ripone alcuni giochi Toglie scarpe semplici Aiuta nelle piccole routine quotidiane GIOCO Imita le azioni dell'adulto Fa finta di dare da mangiare a una bambola Costruisce piccole torri Inizia il gioco simbolico Gioca accanto ad altri bambini REGOLAZIONE Accetta piccoli cambiamenti durante il gioco Riesce ad aspettare qualche secondo il proprio turno Si calma con l'aiuto dell'adulto Tolera brevi frustrazioni OSSERVAZIONI Ricorda: Ogni bambino ha i propri tempi di sviluppo. Questa checklist rappresenta uno strumento orientativo e non sostituisce una valutazione neuropsicomotoria. Se noti difficoltà persistenti in più aree o hai dubbi sullo sviluppo del tuo bambino, è consigliabile confrontarsi con un professionista qualificato.  

Per saperne di più

Il tuo bambino ha tra i 24 e i 36 mesi?

da Schede Operative

Il tuo bambino ha tra i 24 e i 36 mesi?

Ogni giorno può imparare qualcosa di nuovo... se gli proponi il gioco giusto al momento giusto. Primi Passi in Movimento è la guida pratica che ti accompagna nello sviluppo neuropsicomotorio del tuo bambino attraverso attività semplici, divertenti e scientificamente fondate. ✔ Attività pratiche ✔ Facili da fare a casa ✔ Basate sulla Neuropsicomotricità ✔ Pronte all'uso BONUS PER TE!!!!  GUARDA SUBITO LA NOSTRA CHECKLIST Molti genitori pensano che basti aspettare. In realtà, tra i 24 e i 36 mesi il cervello vive uno dei periodi di maggiore sviluppo. È proprio in questa fase che si costruiscono: 🧠 attenzione 🏃 coordinazione ✋ motricità fine ⚖ equilibrio 🧩 pianificazione motoria 🗣 linguaggio ❤️ autonomia Quando il bambino viene stimolato nel modo corretto, ogni gioco diventa un'occasione di crescita.   LA NOSTRA STORIA Siamo le Dott.sse Erika D'Antonio e Francesca Tabellione, Neuropsicomotriciste dell'Età Evolutiva. Da anni accompagniamo bambini e famiglie nel loro percorso di sviluppo.  Ogni giorno vediamo gli stessi dubbi: "Cosa posso fare a casa?" "Sto proponendo i giochi giusti?" "Lo sto stimolando nel modo corretto?" Da queste domande è nato Primi Passi in Movimento. Una guida pratica pensata per accompagnare i genitori giorno dopo giorno. COSA TROVERAI Attività per sviluppare ✔ Coordinazione ✔ Equilibrio ✔ Motricità globale ✔ Motricità fine ✔ Attenzione ✔ Pianificazione motoria ✔ Schema corporeo ✔ Autonomie ✔ Organizzazione spaziale PERCHÉ È DIVERSO? Non troverai attività casuali. Ogni proposta nasce dalla Neuropsicomotricità e segue il naturale sviluppo del cervello del bambino. Le attività sono spiegate passo dopo passo e possono essere realizzate con materiali presenti in casa. Cosa succede se non stimoli queste competenze? Il bambino si stanca facilmente nei giochi. Fa più fatica a coordinare i movimenti. Evita alcune attività. Può arrivare alla scuola dell'infanzia con prerequisiti meno solidi. La buona notizia? Il cervello tra i 2 e i 3 anni è estremamente plastico. Con le esperienze giuste ogni giorno diventa un'opportunità di crescita. Questa è esattamente la filosofia su cui è stato costruito Primi Passi in Movimento. È PERFETTO PER ✔ Genitori ✔ Nonni ✔ Educatori ✔ Asili nido ✔ Professionisti dell'età evolutiva COSA RICEVI 📥 Download immediato 📄 PDF completo 🖨 Stampabile ♾ Utilizzabile tutte le volte che vuoi   TESTIMONIANZE   DOMANDE FREQUENTI Serve essere esperti? No. Le attività sono spiegate in modo semplice. Quanto tempo serve? Bastano 10-15 minuti al giorno. Quando ricevo il PDF? Subito dopo l'acquisto. Posso stamparlo? Sì. Bastano pochi minuti al giorno per trasformare il gioco nel più potente strumento di sviluppo. Scarica ora "Primi Passi in Movimento". DISPONIBILE PER POCO AL 50%

Per saperne di più

Presentazione volume per sviluppare i requisiti scolastici dai 6/7 anni fino all'età adulta

da Schede Operative

Presentazione volume per sviluppare i requisiti scolastici dai 6/7 anni fino all'età adulta

 "TRAINING COGNITIVO APPRENDIMENTI SCOLASTICI" e curato dalle Dott.sse Francesca Tabellione ed Erika D'Antonio, presenta un training cognitivo progettato per sviluppare, migliorare e potenziare le capacità cognitive in diverse fasce d'età, dai 6-7 anni fino all'età adulta e alla terza età. Il training si focalizza su aree come lettura e comprensione, linguaggio, sintassi, memoria, pensiero, morfologia e lessico. È indicato per il recupero e/o potenziamento degli apprendimenti in casi di DSA (Disturbi Specifici dell'Apprendimento come Dislessia, Disgrafia, Disortografia, Discalculia), Autismo, ADHD, Disprassia, Disabilità Intellettiva, Ritardo Psicomotorio e del Linguaggio, Ritardo Cognitivo, Sindromi Genetiche e Disordini di Integrazione Sensoriale. È utile anche per consolidare gli apprendimenti nei bambini con sviluppo tipico e per il recupero delle abilità cognitive nella terza età. Le autrici, laureate in "Terapia della Neuro e psicomotricità dell'età evolutiva", dirigono il Centro di Riabilitazione Neuropsicomotoria "Brain Children" e realizzano manuali e strumenti di valutazione funzionale. Il documento descrive i benefici del training cognitivo nel migliorare l'attenzione, la memoria, il ragionamento, la velocità di elaborazione e la flessibilità cognitiva, elementi fondamentali per il successo scolastico. Vengono inoltre illustrate le strategie per acquisire gli apprendimenti scolastici, i fattori che li influenzano (individuali, ambientali, metodologici) e le caratteristiche dei DSA. Il training propone un'ampia gamma di attività pratiche e schede operative, suddivise in sezioni che affrontano specificamente diverse abilità, tra cui: Linguaggio e articolazione (con esercizi di memoria e ripetizione di sillabe e gruppi di lettere, e pronuncia di parole semplici e complesse, incluse "non parole"). Memoria e ripetizione di parole e "non parole". Morfologia (lavorando su genere maschile/femminile e numero singolare/plurale degli articoli e delle parole, e articoli determinativi e indeterminativi). Pensiero e organizzazione del pensiero (con associazioni, inversioni di ordine sequenziale di lettere e parole, ampliamento di enunciati, ricomposizione di frasi e sequenze logico-temporali). Comprensione (di frasi, enunciati crescenti e testi). Lessico (con sinonimi e contrari). Sintassi (frasi minime: soggetto e predicato, espansioni di frasi con domande).

Per saperne di più

💙*Mio figlio non ascolta mai: è davvero un problema di disobbedienza?* *Comprendere cosa succede nel cervello del bambino per aiutarlo in modo efficace*

da Schede Operative

💙*Mio figlio non ascolta mai: è davvero un problema di disobbedienza?* *Comprendere cosa succede nel cervello del bambino per aiutarlo in modo efficace*

Articolo a cura della Dott.ssa Francesca Tabellione – Neuropsicomotricista dell'Età Evolutiva ACQUISTA IL PDF IN PREVENDITA PROMOZIONALE ACQUISTA IN PREVENDITA PROMOZIONALE STAMPATO RILEGATO "È come se parlassi al muro." Questa è una delle frasi che ascolto più frequentemente durante i colloqui con i genitori. Anche molti insegnanti descrivono bambini che sembrano non accorgersi delle consegne, dimenticano immediatamente ciò che è stato detto o iniziano un'attività completamente diversa. Di fronte a queste situazioni è naturale pensare che il bambino non abbia voglia di collaborare o che stia mettendo alla prova l'adulto. In realtà, nella maggior parte dei casi, la spiegazione è molto più complessa e ha a che fare con il modo in cui il cervello elabora le informazioni. *Quando "non ascoltare" non significa non voler ascoltare*Seguire una semplice consegna richiede molte più abilità di quanto immaginiamo. Se un insegnante dice: "Apri il quaderno di matematica, scrivi la data e svolgi il primo esercizio", il bambino deve essere in grado di interrompere quello che sta facendo, orientare l'attenzione verso chi parla, comprendere il linguaggio, ricordare la sequenza delle azioni, resistere alle distrazioni e organizzare il comportamento. Per un adulto tutto questo avviene automaticamente. Per un bambino, invece, rappresenta un compito cognitivo complesso. Quando uno di questi meccanismi non funziona in modo efficiente, il risultato può sembrare disobbedienza, mentre in realtà il bambino sta semplicemente incontrando una difficoltà nell'elaborazione della richiesta. *Le Funzioni Esecutive: il sistema che organizza il comportamento*Alla base di queste capacità troviamo le Funzioni Esecutive, cioè quell'insieme di processi cognitivi che consentono di controllare il comportamento e raggiungere un obiettivo. Sono loro che permettono al bambino di: - mantenere l'attenzione;- ricordare una consegna mentre la esegue;- controllare gli impulsi;- cambiare strategia quando qualcosa non funziona;- pianificare le proprie azioni;- regolare emozioni e comportamento. Per questo motivo vengono spesso definite il "direttore d'orchestra" del cervello: coordinano numerose abilità affinché lavorino insieme nel momento giusto. È importante ricordare che le Funzioni Esecutive maturano lentamente e continuano a svilupparsi per molti anni. Non possiamo quindi aspettarci da un bambino competenze identiche a quelle di un adulto. *Attenzione o disobbedienza? Imparare a distinguere*Non tutti i bambini che non eseguono una richiesta stanno opponendosi all'adulto. Un bambino realmente oppositivo tende a rifiutare la consegna pur avendola compresa. Un bambino con difficoltà attentive o esecutive, invece, spesso: - sembra non aver registrato ciò che è stato detto;- dimentica rapidamente la richiesta;- si blocca se la consegna comprende troppi passaggi;- passa da un'attività all'altra senza terminarne una;- lavora meglio quando riceve indicazioni semplici e guidate. La differenza è fondamentale, perché cambia completamente il tipo di intervento necessario. *Perché ripetere la stessa richiesta raramente risolve il problema*Molti adulti reagiscono aumentando il numero dei richiami. Ripetono la consegna più volte, parlano più forte, si innervosiscono. Ma se il bambino fatica a mantenere l'informazione nella memoria di lavoro o a controllare l'attenzione, ascoltare la stessa frase dieci volte non gli insegnerà automaticamente come farlo meglio. Anzi, spesso accade il contrario. Il bambino finisce per aspettare il secondo o il terzo richiamo prima di agire, mentre l'adulto vive una crescente frustrazione. La conseguenza è una relazione sempre più caratterizzata da continui richiami e conflitti. *Come dare una consegna in modo realmente efficace*Piccoli accorgimenti possono fare una grande differenza. ●Prima di parlare, assicuratevi di avere l'attenzione del bambino.●Chiamatelo per nome, avvicinatevi e aspettate che vi guardi.●Preferite istruzioni brevi, formulate una richiesta per volta e concedete qualche secondo perché possa elaborare ciò che ha ascoltato.●Se il compito è complesso, suddividetelo in passaggi più semplici.●Infine, valorizzate ogni tentativo di collaborazione: il rinforzo positivo aiuta il bambino a consolidare nuovi comportamenti molto più dei continui rimproveri. *I cinque errori più frequenti*Nella pratica clinica osservo spesso alcune modalità comunicative che, pur essendo comprensibili, finiscono per aumentare le difficoltà del bambino. I più comuni sono: 1. Parlare mentre il bambino è completamente assorbito in un'altra attività.2. Fornire troppe istruzioni contemporaneamente.3. Ripetere la stessa frase senza modificare la modalità comunicativa.4. Interpretare ogni errore come mancanza di volontà.5. Correggere continuamente senza insegnare strategie per riuscire meglio. Modificare questi comportamenti permette spesso di ottenere miglioramenti significativi nella vita quotidiana. *Il gioco: il modo più efficace per allenare il cervello*Le Funzioni Esecutive non si sviluppano con esercizi ripetitivi o lunghe spiegazioni. Si potenziano attraverso esperienze significative. Il gioco rappresenta uno degli strumenti più efficaci perché coinvolge contemporaneamente attenzione, memoria, pianificazione, controllo dell'impulsività, flessibilità cognitiva e autoregolazione. Giochi di società, percorsi motori, attività simboliche, giochi di costruzione e attività che richiedono di rispettare regole diventano veri e propri allenamenti per il cervello in crescita. Quando il gioco è progettato con obiettivi specifici, può rappresentare uno strumento estremamente potente per favorire lo sviluppo delle competenze esecutive. *Quando è il momento di rivolgersi a uno specialista?*È fisiologico che un bambino, soprattutto nei primi anni di vita, abbia momenti di distrazione o fatichi a seguire alcune consegne. Tuttavia, è consigliabile richiedere una valutazione specialistica quando queste difficoltà sono persistenti, presenti in diversi contesti (casa, scuola e attività extrascolastiche) e interferiscono con l'apprendimento, le autonomie o le relazioni. Una valutazione neuropsicomotoria permette di comprendere come il bambino utilizza attenzione, memoria, pianificazione, autoregolazione e capacità motorie, individuando sia le difficoltà sia i punti di forza su cui costruire un intervento personalizzato. *Comprendere il bambino per aiutarlo davvero*Dietro un bambino che "non ascolta mai" non troviamo sempre una scelta volontaria. Molto spesso troviamo un cervello che sta ancora imparando a organizzare le proprie risorse cognitive. Cambiare il nostro sguardo significa smettere di chiedersi "Perché non mi ascolta?" e iniziare a domandarsi "Di quale competenza ha bisogno per riuscirci?". È questo il punto di partenza di ogni intervento realmente efficace: comprendere il funzionamento del bambino prima di giudicare il suo comportamento. Al centro BC-Brain Children accompagniamo ogni giorno genitori, insegnanti e professionisti nella comprensione del neurosviluppo, trasformando le conoscenze scientifiche in strategie concrete e applicabili nella vita quotidiana. 💡 Se questo articolo ti ha aiutato a guardare il comportamento del bambino con occhi diversi, abbiamo raccolto queste conoscenze in un manuale pratico ricco di attività, giochi e strategie operative pensate per genitori, insegnanti e professionisti.*Scrivici in privato per ricevere tutte le informazioni sul nuovo volume*.  

Per saperne di più